Somewhere over the rainbow skies are blue and the dreams that you dare to dream really do come true...

mercoledì 17 ottobre 2007

week-end

arrivo da un week-end di quelli da guerra robotica... il tutto è cominciato con un normale appuntamento con una coppia di miei amici che non vedevo da tempo. Ci siamo incontrati al solito posto, dove decine e decine di altre volte abbiamo passato la serata tra chiacchere e boccali di birra. Arrivato, trovo sul tavolo dove erano gia seduti miss S. e mister S. un agricolo: una bibita un po' alcolica gentilmente offerta dalla coppia. Ok, la serata iniziave bene... Continuando con le chiacchere, i miei viaggi, i loro viaggi, come si sta, cosa si fa adesso ci siamo scolati un altro paio di birre. Passeggiatina per il centro, altro locale, ritorno al pub di origine dove ci aspettava mr D.. Altra birretta e notando che c'era il camioncino del test alcolico anonimo e gratuito, abbiamo pensato di tentare l'alitata pesante dentro il tubicino di plastica, risultato: 1.26 io (ritiro patente e multa fino a 6000 euro O_o) e 0.64 mr S.. Come al solito il vincente (nel senso di perdente) ero io. Fortunatamente da quel momento in poi avrebbe guidato il non più pizzattato mr. D.. Siamo finiti in una disco rock, poi al pub nel piano superiore, dove costretto da ricordi e da mr D. e le sue offerte generose ho perso il conto di quello che ho bevuto. Ci siamo poi trasferiti in un' altra disco... decisamente delirante (mi riferisco alla mia persona) mi sono messo a danzare in pista con movenze da facocero in preda ad un attacco di mal di pancia. Saltà un po' lì, salta un po' qui, mi sono caduti gli occhiali... a fine serato ne ho ritrovato le lenti e la montatura maciullata... 200 euro buttati nel cesso... cazziatone dai miei di quelli da umiliazione in piazza. Non torto do ne' a mio padre ne' a mia madre, dopotutto il prossimo paio sarà il sesto... in cinque anni. Laconico, triste, incavolato con una sbronza semismaltita, ci siamo diretti verso il primo paninaro, ovvero il lurido, come affettuosamente lo si chiama dalle mie parti. Erano le 6.30 quando con la bocca piena di panino con porchetta e peperonata ho risposto al cellulare, mia madre chiamandomi disgraziato come solo lei sa fare, da brivido nella parte bassa della schiena, mi chiedeva dove fossi, che mia sorella si era appena alzata per andare a scuola (era sabato mattina) e non vedendomi sul letto aveva allegramente svegliato i mie con la domanda "Ma F. si è già alzato?".

continua, anzi no, si ferma qui.

1 commento:

Roberto ha detto...

figo! ma tua sorella s'era messa d'accordo con te per mettere un buon finale al racconto? un oscar a marianna, a te ormai ci si pensa per la carriera!